La Deutsche Bank annuncia il piano di ristrutturazione


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La Deutsche Bank , dopo aver pubblicato i conti dell’anno in corso, ha annunciato la necessità di mettere in atto una serie di tagli al personale e alle filiali, indispensabili per salvaguardare il benessere del gruppo tedesco.

Il piano di ristrutturazione della Deutsche Bank prevede la chiusura di numerose filiali e 34mila esuberi. L’istituto di credito tedesco sta attraversando un periodo di gravi difficoltà, iniziate sin dai primi mesi del 2015. Nel periodo compreso fra Gennaio e Settembre, a causa delle perdite nette hanno sfiorato quota 4.647miliardi di euro è stato necessario mettere a punto un piano di riordino che sia in gado di far fronte ai 6miliardi di euro persi nel terzo trimestre dell’anno.

Una delle principali cause che ha provocato il dissesto economico della storica banca è da ricercarsi nell’investment banking ma, ha inciso pesantemente anche la perdita, a causa della cessione, delle poste tedesche.

Per risollevarele sorti della Deutsche Bank, i vertici hanno deciso di ridurre non soltanto il numero di bancari ma anche di filiali presenti in tutto il mondo. L’istituto chiuderà in Cile, Argentina, Perù, Messico, Finlandia, Danimarca, Malta, Nuova Zelanda e Norvegia. I tagli riguardano anche la Germania dove il numero di filiali sarà ridotto di ben 200 unità.

La Deutsche Bank ha annunciato che entro il 2020 si prevede di arrivare alla riduzione di 9mila occupati ai quai si devono sommare le cessioni di asset e le altre posizioni, comprese quelle relative a Postbank.

Il piano di riassetto globale dell’istituto di credito tedesco non cambia il panorama italiano che rappresenta un mercato di primo piano.

Per riaffermare la proprio peso economico, la Deutsche Bank ha annunciato che intende migliorare la posizione in Europa puntando soprattutto ad alcuni settore chiave. E’ intenzione del gruppo tedesco sviluppare almassimo i rapporti fra private banking e wealth management.

L’obiettivo risparmio non esclude neanche il settore di Postbank dove è previsto un taglio di 19mila occupati.